Nasrin Sotoudeh condannata

Nasrin Sotoudeh condannata a 11 anni di carcere e per 20 anni non potrà svolgere la professione di avvocato e lasciare il suo paese

Human Rights International (HRI) apprende con rammarico e dolore  che tutti gli appelli  lanciati dalle Organizzazioni umanitarie in favore di Nasrin Sotoudeh non hanno avuto seguito da parte delle Autorità iraniane: la draconiana condanna inflitta alla nota difensora dei Diritti Umani è in contrasto con  i principi fondamentali della Comunità Internazionale codificati nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.
Con impegno costante ed eroico Nasrin Sotoudeh è attiva da anni a favore di vittime di discriminazioni, ha lottato pacificamente per i diritti delle donne, ha difeso minorenni vittime di abusi che rischiavano l´esecuzione. Nel dicembre 2008 l’attività e il coraggio  le sono valse anche un formale riconoscimento da parte di Human Rights International (HRI) con il premio “HRI-Premio dei Diritti Umani”.


   Sabato 28 agosto 2010 la polizia iraniana aveva comunicato a Nasrin Sotoudeh - stretta collaboratrice del Premio Nobel per la Pace, Shirin Ebadi – a seguito di irruzione nel suo ufficio e nella sua abitazione privata ed al sequestro di alcuni fascicoli e oggetti personali, di presentarsi nei giorni successivi presso la Procura di Evin per rispondere ad alcune domande. Il 4 settembre, la Sotoudeh, madre di due figli minorenni, dopo aver ricevuto altresì una lettera di convocazione, si era recata alla Procura di Evin per quello che solo apparentemente sarebbe stato un interrogatorio ma che ben presto si trasformava in un arresto. La mattina di domenica 5 settembre, le Autorità giudiziarie avevano informato dell’avvenuto arresto il suo avvocato, Nasim Ghanvi, al quale era stato impedito di assistere all’interrogatorio e di assumerne conseguentemente la difesa. In isolamento dal giorno del suo arresto, dal 22 settembre 2010 e per 27 gironi aveva anche iniziato uno sciopero della fame, per protesta contro le pessime condizioni detentive.

   Il 10 gennaio 2011 veniva resa nota la notizia della condanna della Sotoudeh da parte della Sezione 26 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran (presieduto dal Giudice Pir Abassi). Si apprende ora, da fonti autorevoli* che l'avvocatessa sarebbe stata riconosciuta "colpevole di azioni contro il regime e di appartenenza al Centro dei Difensori dei Diritti dell'Uomo" (un gruppo di attivisti guidato dal premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi). Le accuse si sarebbero basate soprattutto sulle interviste rilasciate dalla donna a media stranieri riguardanti la detenzione di alcuni suoi clienti, arrestati a seguito delle proteste occorse in occasione delle elezioni presidenziali nel giugno 2009. Internazionalmente noto è l´impegno professionale della Sotoudeh in difesa di attivisti umanitari.

* Fonti: The Feminist School (Iran); La Repubblica (quotidiano indipendente italiano); Il Corriere della Sera (quotidiano indipendente italiano; AGI (Agenzia Giornalistica Italia).

11.01.2011 

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